Frenata, sbalzi e incroci difficili
Lo spazio di frenatura è proporzionale al quadrato della velocità e, a parità di forza frenante, cresce con massa e inerzia del veicolo. La svolta alle intersezioni dipende da passo e sbalzo; lo sbalzo posteriore è la distanza tra il centro dell'asse posteriore e il limite della sagoma, e più è lungo più aumenta il rischio di strisciare con la coda a fine discesa o a inizio salita di una rampa. Prima di svoltare, l'autobus attende che l'incrocio sia libero; non si sale sul marciapiede con la ruota posteriore. Pedoni e ciclisti si superano a distanza laterale adeguata.
Se un ostacolo o un cantiere impedisce l'incrocio, chi ha la marcia ostacolata dà la precedenza. Su strade a forte pendenza si ferma di regola il veicolo in discesa, ma quello in salita la dà se ha una piazzola. La retromarcia spetta:
- al veicolo più leggero (sotto le 3,5 t rispetto a quello più pesante; l'autovettura rispetto all'autotreno);
- all'autobus rispetto all'autotreno, all'autocarro rispetto all'autobus;
- tra due autobus, a quello in discesa.
Dopo un incidente
Un'emergenza può esserci anche senza feriti. Prima di tutto la propria incolumità, poi si segnala il pericolo a chi arriva, si evita il coinvolgimento di altri, si controlla che non ci siano fumo o fiamme e, se si può in sicurezza, si contengono i pericoli ambientali. Soccorrere un infortunato è sempre necessario, salvo forza maggiore: non ci si allontana e non si mettono veicolo o merce prima dei feriti. Per grosse perdite di materie pericolose si avvisa l'autorità descrivendo la materia fuoriuscita.
- Il segnale di veicolo fermo avverte chi sopraggiunge e serve a rallentare il transito; si usa di giorno e di notte, anche senza feriti.