Perché esistono i tempi di guida e di riposo
La legge fissa i tempi massimi di guida e i riposi minimi per tutelare il conducente dai rischi dell'eccessivo affaticamento, per migliorarne le condizioni sociali e per proteggere gli altri utenti della strada.
Ai fini del tachigrafo è conducente chiunque sia addetto alla guida, anche per poco, e chi è a bordo per guidare all'occorrenza.
A chi si applica la normativa
Le regole sulla durata massima di guida valgono, salvo eccezioni, per i conducenti di autobus e di veicoli merci di massa massima ammissibile superiore a 3,5 t, nei trasporti tra Stati UE e con SEE e Svizzera. Valgono anche per i veicoli extra UE se il trasporto si svolge tutto nell'Unione, ma non per gli autocarri sotto le 3,5 t.
Restano esclusi, tra gli altri:
- i veicoli di emergenza o salvataggio e delle forze armate;
- gli autobus di linea con percorso non superiore a 50 km (non 80);
- i veicoli con velocità massima autorizzata di 40 km/h (non 50);
- i veicoli fino a 7,5 t per trasporto non commerciale di cose e quelli in prova dopo riparazione;
- il soccorso stradale entro 100 km dalla base operativa (non basta operare in autostrada).
Se il viaggio interessa Stati fuori da UE, Svizzera e SEE si applica l'accordo AETR.
I limiti di guida
- Guida continuata: non oltre 4 ore e mezza, poi un'interruzione di 45 minuti (non ogni 4 ore, e non è facoltativa).
- La pausa può essere divisa in due: prima almeno 15 minuti, poi almeno 30.
- Guida giornaliera: 9 ore, estendibili a 10 ore per non più di due giorni a settimana. Non sono 9 ore consecutive, né 8 ore.
- Guida settimanale: massimo 56 ore; bisettimanale: massimo 90 ore.